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    Sempre più leggere le tasche dei lavoratori.



    In sette mesi “persi” 165 milioni.

    ROMA02.09.2010
    “ Nel Lazio non siamo affatto usciti dalla crisi, tutt’altro. Abbiamo fatto un calcolo a luglio del 2010: in sette mesi sono entrati nelle tasche dei lavoratori 165 milioni di euro in meno, una perdita secca che si fa sentire sia nei bilanci delle famiglie sia nell’economia della regione ” . Così il segretario della Cgil di Roma e Lazio, Claudi Di Berardino, è intervenuto alla presentazione della festa del sindacato “ Piazza bella piazz a” alle Terme di Caracalla. “ Questo dato - ha aggiunto Di Berardino - svela l’inganno della Confcommercio, quando sostiene che siamo usciti dalla crisi. Se i lavoratori hanno perso 165 milioni a causa della cassa integrazione e della mobilità vuol dire che 165 milioni non sono usciti dalle tasche dei lavoratori. Il tasso di disoccupazione che a marzo del 2010 era del +10% ha avuto una leggera contrazione nei mesi estivi (+8,6%) solo a causa del lavoro stagionale, che comunque non è duraturo ” . “ Sono 20 mesi - ha proseguito il segretario della Cgil regionale - che la cassa integrazione cresce e sono 16 mesi che è a tre cifre. La cassa integrazione in deroga, che è lo ’sfogatoi o’ per tutti quelli che non hanno altre possibilità, da luglio del 2009 a luglio del 2010 è aumentata del 652 per cento . È chiaro che fin quando c’è una disoccupazione così alta - ha concluso - non si può dire che siamo usciti dalla crisi ” . Insomma, anche nel Lazio situazione problematica come del resto in molte altre regioni italiane e non solo
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