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    Incontro chiarificatore su Roma capitale.



    Vertice in Regione con il sindaco Alemanno e i presidenti delle Province del Lazio. P olverini: “Lavoriamo al progetto senza parlare di tempi”.

    ROMA08.09.2010
     Renata Polverini ha incontrato il sindaco Alemanno

    “Abbiamo fatto il punto della situazione su tutte le questioni all’ordine del giorno. Oggi (ieri per chi leggee ndr.)abbiamo preso degli impegni per incontrarci con i nostri rispettivi tecnici. Si tratta di questioni importanti su cui bisogna lavorare senza parlare solo di tempi”. Lo ha detto la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, dopo aver ricevuto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, con il quale ha parlato dei decreti di Roma Capitale. Renata Polverini ha ricordato che “c’è stato un incontro con i presidenti delle Province che con il Consiglio e la Giunta daranno il loro contributo”. “Sul fronte di Roma Capitale - chiarisce da parte sua il sindaco Alemanno - non c’è nessuna novità: io stesso ho sempre detto che il documento definito era solo una bozza di lavoro legato anche a una situazione politica diversa. Serviva solo come materiale di lavoro per aprire un confronto. Non c’è nessuna marcia indietro né tantomeno un freno da parte della Polverini. Faremo un confronto necessario - ha aggiunto - nella convinzione che Roma Capitale vada fatta: sono tanti anni che si aspetta e non possono esserci meccanismi che la rinviino. Per il 20 settembre faremo il primo decreto legislativo e sarà un bel passo avanti; per il secondo decreto ci vorrà del tempo ma bisogna andare avanti. Bisogna solo trovare un punto di equilibrio tra Comune e Regione”.- Giorgio Pasetto, componente dell’Assemblea nazionale del Pd ha espresso apprezzamento per le costruttive linee di azione emerse nell’incontro tra il presidente della Regione Polverini, il presidente della Provincia di Roma Zingaretti e i quattro presidenti delle Province del Lazio sui decreti attuativi per Roma Capitale e invita a incentrare le proposte e le soluzioni sui limiti strutturali che ostacolano la crescita dell’occupazione, lo sviluppo sostenibile e il riequilibrio territoriale. “La riforma dell’ordinamento - afferma Pasetto - non può essere sganciata dai problemi di merito poiché rischia di diventare un’astratta operazione di ingegneria istituzionale con il conseguente disinteresse dei cittadini; una cosa che non possiamo assolutamente rischiare in tempi in cui nel Lazio e a Roma in particolare, l’astensionismo nelle ultime elezioni ha superato il 40%. Il processo di riforma federalista in atto nel nostro Paese, si può ben definire costituente per la Regione e a maggior ragione non deve tramutarsi in una competizione su chi potrà avere maggiore o minore potere alla fine di questo percorso. È necessario un reale protagonismo sia dell’assemblea regionale sia delle forze politiche e sociali della Regione. Una regione che non agisca di rimessa rispetto al Campidoglio, che attui fino in fondo la sua funzione legislativa, d’indirizzo e di programmazione, affinché in un rapporto di pari dignità con Province e Comuni, questi sappiano coniugare autonomia e responsabilità - conclude - e gli attuali Municipi romani divengano veri e propri livelli istituzionali dotati di reale autonomia”
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