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    Fotovoltaico , il giudice boccia il ricorso.



    Una donna di Acquapendente lamenta disagi e chiede di bloccare la realizzazione dell’impianto. N obili (Confconsumatori): “Sentenza inaccettabile, servono norme certe”.

    VITERBO02.09.2010
    Impianti fotovoltaici: giudice rigetta la richiesta di bloccare i lavori. La vicenda si svolge ad Acquapendente Comune della Tuscia in cui si stanno realizzando alcuni impianti fotovoltaici. Uno di questi è adiacente ad un’abitazione. Si tratta di un impianto di circa 388 klw che sta creando non pochi problemi alla signora ma anche agli altri confinanti. La donna lamenta che per tali strutture non c’è ancora una norma ad hoc che ne sancisca la realizzazione ne tanto meno la loro ubicazione. Per ora tutto è nelle mani delle amministrazioni locali che creano dei regolamenti sulla base delle necessità. La donna dopo aver visto che le proprie rimostranze non venivano prese in considerazione dal Comune, è finita in Tribunale ma la speranza di veder risolta la questione ha sbattuto contro il muro del rigetto della sentenza. La Confconsumatori, associazione che ha seguito tutto l’iter della vicenda si dice profondamente delusa per come si sono risolti i fatti. “Sia la signora sia la Confconsumatori - afferma il presidente Antonio Nobili - ci aspettavamo che il giudice desse parere favorevole alla richiesta inoltrata dalla donna. Si tratta di un impianto di 338 Klw e che ha creato e lo sta facendo ancora gravi disagi alla vita di coloro che abitano nella zona adiacente alla struttura”. Lo scorso 5 agosto è arrivata una doccia fredda. “Nonostante le parole,le spiegazioni fornite e i pareri tecnici, il giudice ha dato piena ragione ai proprietari del terreno che stanno facendo l’impianto Fotovoltaico - precisa Nobili -, basandosi esclusivamente sulla giusta causa del libero arbitrio, sempre nel rispetto dei vincoli esistenti per legge. L’amministrazione ha redatto un regolamento che la legge e i pochi regolamenti esistenti le permettono di fare e il giudice non può fare altro che ratificare ciò che avviene. Finchè non si faranno delle norme che regolamentano l’installazione degli impianti fotovoltaici ognuno si sentirà libero di realizzarne come vuole”. Tutti discordano con la sentenza del giudice. “I resistenti che hanno improntato la causa - afferma il presidente della Confconsumatori - non concordano con la sentenza perché secondo i pareri tecnici sentiti, quell’impianto fotovoltaico non andava fatto. Ci sono anche denunce sull’impianto presentate dai resistenti alla procura della Repubblica, all'ufficio preposto del comune di Acquapendente e nei confronti di alcuni dirigenti del settore della provincia di viterbo ancora ad oggi da discutere e verificare qualora si apra un fascicolo di indagine in merito. E’ ovvio che questo ricorso era da fare al Tar, ma ciò non è stato possibile a causa di una mancata e tardiva comunicazione fatta da parte di alcuni uffici comunali ai resistenti. La Confconsumatori si augura che la verità prevalga su ogni menzogna”

    Antonella Pace
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