Vignanello Polemiche sul parco divertimenti( nm ) Svolta dell’ultim’ora nelle indagini sul caso della ragazza perseguitata, di persona e per telefono, da un sessantenne innamorato. La ragazza, nonostante la “corte” dell’uomo, amico di famiglia, avesse messo a rischio il suo matrimonio, ha ritirato la querela. Le indagini, automaticamente, si sono bloccate. Una decisione, questa, a sorpresa. E che, secondo indiscrezioni, sarebbe la conseguenza di una decisa “mediazione” della famiglia della ragazza. Dietro il perdono, in sostanza, ci sarebbe un intervento del clan. Altro dato acquisito: nonostante la veemenza del corteggiamento, e i metodi poco ortodossi del sessantenne, il matrimonio non sarebbe a rischio. Il sessantenne, secondo la primitiva versione, aveva cercato di intrecciare una relazione extraconiugale con la ragazza; non riuscendovi, aveva tempestato di telefonate il marito della ragazza dicendo, senza mezzi termini, di essere “il nuovo fidanzato” della moglie. Impresa, questa, non riuscita. Tant’è che, come detto, il matrimonio, con tutti gli alti e bassi di un’unione coniugale, è rimasto stabile; e il sessantenne s’è ritirato in buon ordine. La squadra mobile, indagando a fondo sul caso, aveva raccolto, tramite le tecnologie, elementi pesanti a suo carico. In particolare, erano stati ricostruiti gli sms attraverso i quali, per un apprezzabile periodo di tempo, il sessantenne aveva tempestato la ragazza. Un’autentica passione senile, o presenile, quella dell’uomo. Che però, come detto, è rientrata. Perchè l’uomo, volente o nolente, ha desistito. Va ripetuto: dietro gli ultimi, sorprendenti sviluppi della vicenda, sembra esserci un lavoro di tessitura - non troppo diplomatico - da parte dei familiari della ragazza. E’ un nuovo caso di “pentimento” segnalato dalle cronache in materia di reati “violenti” in ambito familiare e affettivo. Come, appunto, lo stalking e i maltrattamenti in famiglia. E’ dei giorni scorsi la notizia che una donna, dopo aver denunciato il marito, e averlo visto arrestare, si è pentita, scrivendo, attraverso il “Corriere”, una lettera aperta al coniuge, nella quale gli ribadiva il proprio amore. Un segnale, questo, importante. Soprattutto per chi indaga. Che, in materia così delicata, finisce responsabilmente per privilegiare, prima di tutto, l’interesse autentico del denunciante. Che non sempre coincide con quello investigativo. In certi reati, la volontà di far punire il colpevole nasce proprio dalla parte. E’ la parte ad attivarsi. Poi, come spesso accade nella vita, possono esserci dei ripensamenti. L’andamento dei sentimenti, si sa, non è mai lineare. A volte, ricorda un sismografo impazzito. E’ drammatico, discontinuo, compulsivo